“Fare Rete” conviene!

La primavera scorsa è stato organizzato nella scuola in cui insegno un corso di formazione blended, frequentato da oltre 120 docenti, sulla didattica col digitale “FareRete. Raccontare e raccontarsi sul web”.

“FareRete”, a mio avviso, è stato più che un corso di aggiornamento, un vero e proprio TUFFO in un modus operandi innovativo. Ma cosa dico? É più appropriato il termine ATTUALE, poiché si tratta di una didattica che ben si accomoda nell’odierno contesto sociale-culturale-scolastico dei nostri bambini e ragazzi! Continua a leggere

Capovolgere la classe in 10 mosse

Questo è un articolo capovolto, un NON articolo.

Vi aspettate che parli di come funziona una classe capovolta e soprattutto di cosa fa l’insegnante in una classe capovolta? Ebbene, non lo farò! Parlerò invece di cosa l’insegnante non fa più. Leggendo tra le righe, però, troverete le informazioni che cercate: ecco un vero compito sfidante!

Qualche mia referenza vi rassicurerà sul mio stato mentale, nel caso dopo quest’introduzione mi abbiate preso per matta.

Insegno italiano e storia in una scuola secondaria di primo grado, sono animatrice digitale e ho un’esperienza ventennale di insegnamento cominciata in un istituto professionale.

Capovolgo la classe da soli due anni. Non ho avuto titubanze: nel preciso istante in cui mi sono sentita pronta ho stravolto completamente il mio modo di insegnare – in verità già poco convenzionale – nella speranza di condizionare, in positivo, anche il modo di apprendere dei miei alunni.

La flipped classroom mi ha affascinato da subito perché, a prescindere dall’uso delle tecnologie, è un metodo attivo, basato sul protagonismo degli studenti e sulla loro responsabilizzazione.

Detto questo, ecco a voi…

LE 10 COSE CHE L’INSEGNANTE CAPOVOLTO NON FA PIÙ

Come è ormai noto a tutti, Continua a leggere

Il Meeting di Lucca, secondo me… pensieri “laterali” in libertà.

Le “emozioni” del V Meeting “Docenti Virtuali e Insegnanti 2.0” raccontate da Paolo Gallese.

Insegnanti 2.0

Mi è stato chiesto di scrivere sul recente Meeting di Lucca, annuale appuntamento dei docenti ed insegnanti 2.0 che su Facebook hanno creato e fatto crescere due importanti comunità nazionali.

Ed è bene premettere che la mia personale posizione, sull’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica, non è esente da osservazioni di prudenza in primis e di perplessità su alcuni aspetti. Pur essendo io stesso non soltanto un utilizzatore (potremmo dire) avanzato, ma formatore in questo ambito da molti anni.

Di conseguenza, la mia esperienza al meeting come semplice osservatore ospite, è stata caratterizzata da un felice stupore, da una calda rassicurazione, dalla scoperta di una condivisa e attenta valutazione di ciò che si può fare e da ciò che vale la pena provare a fare, o continuare a fare.

Sembrano aspetti banali, ma non è proprio così, dal momento che spesso si è parlato di eccessivo entusiasmo, di fideistica corsa…

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Voglio anch’io il mio spazio sul web!

Oggi tutti possono avere un proprio spazio sul web. Fatevi avanti, su Internet c’è posto! Dunque perché non salire a bordo anche noi? Soprattutto se siamo insegnanti, uno spazio web potrebbe farci comodo.

Se preferite possiamo chiamarlo anche sito, ma non dobbiamo per forza considerarlo tale. Consideriamolo piuttosto Continua a leggere

E’ meglio lavorare in gruppo o autonomamente?

L’autrice dell’articolo questa volta non sono io, ma una mia alunna di 13 anni, Viviana Ruo. Stiamo studiando il testo argomentativo e nell’ultimo compito in classe ho proposto alcune tracce su argomenti vicini all’esperienza dei ragazzi. Il testo di Viviana è molto ben scritto e risulta convincente, come un buon testo argomentativo deve essere, e per questo ho deciso di pubblicarlo.

Inoltre tratta un argomento che ha a che fare con la didattica, ma dal punto di vista di un alunno, per questo motivo merita uno spazio su questo blog. Credo che Viviana sia stata davvero molto brava! Giudicate voi… Continua a leggere