Ci provo anch’io, prof!

“Prof… BELLO! Prof… FORTE! Prof…FIGOOOO, ci sono riuscita!” 

Frasi come queste rimbombano nella mia mente tornando a casa. E sgorga un sorriso, un calore che scalda. E mi dico “Be’, oggi è andata bene… Se Sara e Luisa (nomi di fantasia) mi tornano così spesso in mente!”

Due belle ragazze, abili diversamente, ci dicono di definirle. Ma tanti di noi le trovano diversamente carine, briose, timide o impulsive ma pur sempre adolescenti! Adolescenti che nonostante i limiti, le lacune, le interferenze cognitive talvolta inadeguate in rapporto alla crescita cronologica, mostrano una grandissima forza di volontà e desiderio di “fare” con e come gli altri!  Affinché questo loro (e nostro) desiderio sia esaudito, un importante ruolo assumono le famigerate nuove tecnologie. Sì, perché usando il  PC, Sara scrive in maniera più corretta e  appena quei serpentelli rossi appaiono sotto le parole, lei si ferma ridendo e si domanda sorpresa “Ma cosa ho scritto!?!?”. E subito si autocorregge o chiede aiuto a chi le sta vicino oppure al PC stesso, che pure lo sa! O Luisa che, per eseguire addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni –“Oddiooo!!!” esclama con entusiasmo ed eccitazione -, fa la prova con la calcolatrice e quel “E’ giusta prof!” rimbomba per i corridoi di tutta la scuola.

E allora penso agli innumerevoli vantaggi che gli strumenti tecnologici presentano.

Il Personal Computer (PC):

  • è uno strumento fondamentale per lo sviluppo delle conoscenze e delle capacità di soggetti in situazione di difficoltà e per la loro integrazione all’interno del gruppo classe
  • può essere visto come il punto di contatto tra la programmazione disciplinare individuale di ciascun alunno e quella dell’intera classe: nell’organizzare un percorso didattico multimediale, i compiti vengono suddivisi tra i componenti del gruppo nel rispetto delle competenze e abilità di ciascuno
  • favorisce  l’accrescimento di autostima dell’alunno in difficoltà, in quanto strumento usato anche dai compagni, dai docenti, da professionisti in genere, e non un facilitatore “speciale” solo per lui
  • consente all’insegnante di adattare le lezioni alle difficoltà e problematiche del singolo alunno (minorazione cognitiva, sensoriale, ecc.)
  • permette allo studente di lavorare in maniera autonoma, creativa, costruttiva, favorendo quindi le potenzialità personali e consentendo attività personalizzate
  • favorisce l’apprendimento collaborativo, lo scambio e la condivisione di informazioni e di competenze informatiche
  • è adattabile, con l’impiego di ausili speciali, alle diverse disabilità sensoriali e motorie, cosi come facilita l’apprendimento nei casi di ritardi cognitivi, rendendo più espliciti i processi mentali

In conclusione, il computer favorisce l’alunno diversamente abile su due diversi fronti: quello dell’autonomia e della comunicazione, nei casi di minorazione sensoriale o motoria, e come strumento didattico utile in caso di deficit cognitivo e ritardo mentale.

Ogni giorno la vita scolastica ci riserva sorprese, grazie alla passione e la tenacia di chi opera, con la consapevolezza che il raggiungimento di piccoli grandi traguardi è frutto di dinamiche interpersonali, sociali, educative, affettive, ma anche dell’impiego di “ausili” tecnologici che hanno il preciso compito di supportare, facilitare, aiutare a diventare”grandi” in tutti i sensi.

Prof…domani consegno il mio POWER POINT sul “Muro di Berlino” su Schoology!

Prof…ti è piaciuto il PREZI di “Romeo e Giulietta”? Mi sono divertita tanto a crearlo!

Prof…voglio imparare ad imparare… con i miei compagni!

 

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Questo articolo è stato pubblicato in BES, Esperienze da Tiziana Leto . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Tiziana Leto

Diplomata ISEF (Istituto Superiore Educazione Fisica), ha conseguito la "Specializzazione biennale Polivalente di Sostegno". E' insegnante di sostegno presso la scuola secondaria di 1° grado "Alighieri-Spalatro" di Vieste (FG). Appassionata di sport, specie quelli di squadra, da circa 25 anni si occupa di tematiche inerenti l'integrazione scolastica e sociale delle persone in situazione di difficoltà e svantaggio.

3 thoughts on “Ci provo anch’io, prof!

  1. Pingback: Ci provo anch’io, prof! | Insegnanti 2.0

  2. In quanto genitore di un ragazzo speciale,vorrei lasciare traccia del mio passaggio su questo blog. L’occasione mi sembra ricca, avendo colto nell’articolo di Tiziana Leto entusiasmo per questo lavoro, sete di conoscenza, desiderio di mettersi in gioco intraprendendo nuovi percorsi e strategie, al fine di migliorare l’inclusione scolastica dei suoi alunni grazie alle nuove tecnologie. Ciò è possibile se la Scuola è viva, se si predispone a raccogliere le nuove sfide, se opera guardando in prospettiva, perchè di questo si tratta.
    Io penso all’ingresso di questi alunni speciali nella scuola superiore, dove il lavoro proficuo già svolto e la confidenza acquisita col mezzo tecnologico continueranno a dare buoni frutti, consentendo loro di procedere serenamente nel loro cammino formativo.
    Nella mia esperienza di genitore posso annoverare l’incontro felice con una docente di sostegno nella scuola media inferiore che ha lavorato senza sosta, che si è posta obiettivi talvolta ambiziosi, ottenendo il massimo risultato da mio figlio e gettando le basi per una prosecuzione brillante dei suoi studi, compatibilmente con la sua disabilità.
    Bisogna crederci!

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