Verso la scuola di domani

Qualche giorno fa sono stata invitata a prendere un caffè digitale a scuola, insieme ai miei colleghi. Non me lo sono fatto ripetere due volte e sono andata!

Abbiamo trascorso due ore piacevoli parlando di come l’uso del digitale a scuola possa portare vantaggi a noi insegnanti e aiutarci a rinnovare la nostra didattica. Prima di darci appuntamento al successivo incontro, l’animatore digitale ci ha chiesto di collaborare al blog docentiattenti.wordpress.com, sì proprio questo che state leggendo adesso! Ho accolto il suo invito con entusiasmo, non fosse altro perché, avendo una figlia tredicenne, avverto ancora di più il gap generazionale che mi divide da lei e dai miei alunni.

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Personalmente ritengo che la didattica tradizionale, e in particolare quella che si fonda sui contenuti, sia importante.

I saperi vanno interiorizzati, come patrimonio culturale che influenzi comportamenti, valori, scelte per le future generazioni: cittadini del mondo, responsabili e partecipi e non spettatori passiviNello stesso tempo è importante porre l’accento sulle metodologie e sulle tecniche di apprendimento: quelle che fino a qualche anno fa potevano dare i loro frutti, oggi potremmo considerarle obsolete. Come dire “ fare un viaggio in “Cinquecento” o andare in Ferrari”!

Certo, ci si arriva a destinazione, ma… vuoi mettere?!

Spesso nelle mie classi vorrei più attenzione, partecipazione e coinvolgimento da parte dei ragazzi, ma mi rendo conto che, anche con tematiche interessanti, dopo un po’ si annoiano. Guardo i loro volti e allora vado nel panico, e mi dispiace non valorizzare quel tempo che trascorriamo insieme: vorrei rendere quelle lezioni più efficaci ma non so come, allora mi arrovello e penso a come fare. Il  più delle volte trovo un’àncora di salvezza in Internet, nei gruppi Facebook, sbirciando tra le esperienze professionali di colleghe che fanno largo uso delle nuove tecnologie adattate alla pratica dell’insegnamento.

Ed è proprio quello che vorrei fare anch’io: trasformare l’apprendimento passivo in apprendimento attivo, utilizzando metodi che sfruttino le tecnologie digitali, potenziando così l’efficacia e migliorando la qualità dell’apprendimento. Mi piacerebbe migliorare la qualità del mio insegnamento, che sia d’impatto e accattivante, diretto ed immediato per portare i ragazzi a sviluppare quelle competenze che le sfide future richiedono:

Imparare a imparare, comunicare, sviluppare lo spirito di iniziativa, collaborare, progettare.

Oggi i ragazzi sono abituati ad avere i saperi a portata di mano in maniera immediata. Di certo non è la disponibilità di informazioni che manca, anzi quelle sono a disposizione h24; quello che viene meno è la capacità di sintesi e di analisi di quelle informazioni o la capacità di interpretazione critica delle stesse, così come servirsi delle conoscenze per portare a termine compiti in situazione che permettano ad ogni ragazzo di dire “Ce l’ho fatta!”, “Ci sono riuscito!”, “Anche io valgo!”. Un modo per aumentare l’autostima degli alunni assecondando gli stili cognitivi e le abilità di ciascuno. Gli apprendimenti significativi si possono conseguire solo se riusciamo a creare le condizioni migliori affinché ogni alunno avverta l’esperienza di apprendimento come interessante, adeguata, pertinente, insomma si senta protagonista.

A questo dobbiamo mirare noi insegnanti, e se le tecnologie ci possono dare una mano, ben vengano!

Ho letto da poco, proprio sulla piattaforma Indire, un’espressione che fa riflettere: “Anche la migliore competenza professionale iniziale ha innanzitutto necessità di giocarsi umilmente nel confronto con la realtà. Una competenza professionale, seppure alta, è inevitabilmente destinata a smarrirsi se non viene alimentata mediante una formazione permanente. Un docente che pensa di insegnare per una vita deve pensare anche che passerà una vita a studiare e a imparare”.

Allora non possiamo mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e far finta che il mondo giri come vogliamo noi. Se vogliamo evitare monologhi tristi nelle nostre classi dobbiamo metterci sempre in discussione. E voi, cari colleghi, come la pensate?

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5 thoughts on “Verso la scuola di domani

  1. CAC!!!! Nell’era degli acronimi dico sempre più spesso Confermo Accendo Condivido! Quel gap generazionale è già vasto e in continua crescita… Allontanarsi o avvicinarsi? Preferisco provare a chiudere le forbici…

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    • Ecco a cosa servono le tecnologie, a contagiare la ricerca e la diffusione delle buone pratiche, a condividere percorsi ed esperienze, ad alimentare la passione che a un docente non dovrebbe mai mancare… ad avvicinare alunni e docenti in una relazione educativa e didattica gratificante x entrambi… Ma se non c’è curiosità e la voglia di mettersi in gioco, allora sì che il ripetersi stancamente diventa un danno x tutta la comunità… E non ce lo possiamo permettere!

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  2. Il processo di apprendimento per essere EFFICACE deve essere ATTIVO, i ragazzi si devono sentire protagonisti principali della scena e non semplici attori o in moltissimi casi spettatori. La cosa necessaria da fare è suscitare nei nostri alunni la CURIOSITÀ che è alla base del sapere, della vita e inoltre dar loro le competenze, necessarie non solo per imparare, ma per vivere da protagonisti, in un mondo sempre più complesso e multietnico.
    Hai perfettamente ragione Elisabetta nel dire che non ti ritrovi più… Che a volte regna la noia tra i banchi, ma se possiamo cambiare le carte in tavola, perché non farlo???

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  3. Cara Elisabetta, come non essere d’accordo con te. Siamo tutti nella stessa barca: sguardi persi, spenti e annoiati di alunni i cui modelli cognitivi non sono certamente quelli a cui ci hanno preparato le nostre lauree e specializzazioni. I nostri studenti sono cambiati radicalmente, non sono più le persone per cui il sistema educativo è stato pensato. Ecco che ci viene in soccorso la formazione permanente, un must nella costruzione della nostra professione la quale, per la natura stessa dell’oggetto del nostro operare, l’apprendimento appunto, non può permettersi di essere anacronistica. E allora ben vengano i caffè digitali, che oltre ad essere occasione di socializzazione (a pensarci, ne abbiamo così poche!), è una modalità di formazione “conviviale”, come dire che uniamo l’utile al dilettevole, rendiamo il nostro “must” formativo nice e sweet (quest’ultimo aggettivo anche per i dolcetti preparati dai colleghi!). E mi viene da dire che se noi per primi stimiamo importanti lo sviluppo delle nostre abilità sociali, se noi per primi impariamo ad usare le tecnologie come strumenti per meglio apprendere e collaborare tra di noi, ci verrà molto più semplice e immediato insegnarlo ai nostri ragazzi.

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  4. Pingback: Verso la scuola di domani | Lim e dintorni

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