Forte il video della prof!

Faccio l’insegnante da quindici anni, ma l’anno scolastico appena conclusosi non è stato come gli altri: quest’anno mi sono capovolta! Ormai lo sanno tutti… “potere dei social”!

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Ho studiato a lungo questa nuova metodologia didattica, la flipped classroom. Forse troppo a lungo, prima di decidermi a metterla in pratica.

Ci pensavo già da tempo, ma non ero pronta. Trovato finalmente il coraggio, ma anche il sostegno del mio dirigente e di alcune colleghe, a settembre sono partita. Ho creato un mio sito, una classe virtuale su un Social Learning Network e ho cominciato a pormi il problema di come produrre video didattici. Mi sono guardata intorno – come faccio sempre – e ho girato a lungo su You Tube alla ricerca di video di altri insegnanti capovolti. Ma non mi è bastato! Ho cercato in Rete suggerimenti per realizzare un video didattico efficace e ho letto avidamente tutto ciò che sono riuscita a trovare. Dopo aver navigato in lungo e in largo finalmente “ho messo ali al folle volo” e sono salpata anch’io!

Facciamo un salto nel tempo e arriviamo alla fine di questo anno scolastico. 20, 21 e 22 maggio, 4° Meeting “Docenti Virtuali e Insegnanti 2.0” a Bari, vicino casa mia, non posso mancare! Mi propongo per un paio di workshop. Interrogandomi sul contributo da portare ai colleghi di questi due fantastici gruppi Facebook mi viene in mente di raccontare loro come prendono vita i miei video didattici, quelli che ho utilizzato in storia e grammatica per capovolgere la mia classe di seconda media quest’anno e con cui ho “tediato” genitori e famiglie oltre a un numero imprecisato di colleghi e amici di Facebook che mi hanno seguito online. Detto, fatto!

L’ho raccontato a loro e adesso lo racconto anche a voi. È vero… con un po’ di ritardo! Ma chiunque insegni sa bene quanto sia intenso l’ultimo mese di scuola, dunque confido nella vostra comprensione e per farmi perdonare comincio subito!

Immaginiamo di dover creare un video didattico.

Io solitamente lo faccio per grammatica e storia, ma la procedura che indicherò può essere replicata – per grandi linee – un po’ in tutte le materie e per tutti gli argomenti.

Ecco gli step da seguire:

  1. Innanzitutto si deve DEFINIRE L’ ARGOMENTO. Io per comodità scrivo un vero e proprio riassunto della lezione, oppure creo una scaletta delineando i principali passaggi da affrontare nel video. Questo mi aiuta a non “perdermi” quando registro il video. Scrivo il riassunto (o la scaletta) sul tablet, solitamente con Documenti di Google che mi dà anche la possibilità di dettare il testo per fare prima, e lo consulto mentre registro il video con il computer.
  2. A questo punto bisogna PROCURARSI LE IMMAGINI che serviranno per sviluppare e spiegare l’argomento. Averle già tutte belle e pronte in una cartella semplifica e velocizza la realizzazione della presentazione che servirà da base per il video. Fate attenzione alla qualità delle immagini e ai loro diritti di utilizzo, cercate di citare sempre la fonte, tenendo comunque presente che il vostro non è un video ad uso commerciale ma didattico.
  3. Ora viene la parte più complicata, ma anche più divertente: REALIZZARE UNA PRESENTAZIONE. Farlo bene richiede competenze piuttosto avanzate perché sono tanti i fattori da tenere in considerazione. Tuttavia oggi più o meno tutti sono in grado di utilizzare con buoni risultati un programma come Power Point. Non è proprio quello che io preferisco, ma per cominciare va benissimo, soprattuto se avete dimestichezza solo con questo. I miei primi video li ho realizzati con Power Point e solo dopo aver fatto un po’ di esperienza sono passata ad altro. Molto d’effetto sono Prezi e PowToon, ma io ho provato anche Adobe Spark, Google Slides e Lensoo Create. Scegliete quello che manipolate con più “disinvoltura” e lanciatevi!
  4. Ora che avete un testo di riferimento e una presentazione di base, siete pronti per lo screencasting, cioè potete finalmente REGISTRARE IL VIDEO. Io per farlo uso Screencast-O-Matic che è gratuito e facile da usare. All’inizio non sarà una passeggiata, ricomincerete da capo un numero infinito di volte, è fisiologico. Ma non scoraggiatevi! Vi consiglio di fare alcune prove prima della registrazione vera e propria, soprattutto per sincronizzare i tempi tra ciò che direte e l’entrata dei vari “oggetti” nella presentazione (vi spiegherò meglio più avanti), ma anche per modulare bene la voce e regolare il microfono. Solo dopo aver acquisito padronanza lanciatevi nella registrazione del video. Quando vi riascolterete, la vostra voce vi sembrerà orrenda, ma niente paura! Facendo esperienza sarete sempre più sciolti, queste operazioni risulteranno più veloci e soprattutto imparerete ad essere meno critici con voi stessi.
  5. Ora non resta che EDITARE IL VIDEO. Per editazione intendo effettuare eventuali tagli o aggiunte – se necessari – inserire magari una sigletta iniziale, o dei titoli di coda, credits, citazioni, ecc. Tutto questo non è obbligatorio ma serve a rendere il video più competo.
  6. Una volta ultimato il lavoro si va a CARICARE IL VIDEO SU YOU TUBE. Ovviamente avrete prima provveduto ad iscrivervi a Gmail per avere un vostro canale: è indispensabile per un insegnante capovolto avere un canale You Tube! In questo modo il vostro video è online e può essere condiviso ovunque ed essere visto da chiunque, sempre a patto che decidiate di renderlo pubblico, ma se l’avete creato per scopi didattici sarebbe un peccato non condividerlo con il maggior numero di persone!
  7. Ed eccoci, infatti, all’ultima e più importante operazione: CONDIVIDERE IL VIDEO. Il primo posto dove l’insegnante capovolto andrà ad inserire il suo video sarà il suo sito personale, quindi la piattaforma didattica che usa per comunicare con la sua classe e in ultimo deciderà se condividerlo o meno anche sui social network. Io consiglio di farlo per agevolare tutti gli “insegnanti social” che sono alla ricerca di materiali da utilizzare per la loro flipped classroom. Vi informo inoltre che esiste da pochi mesi una raccolta di video didattici suddivisi per materia e ordine di scuola a cura di FLIPNET, l’Associazione per la promozione della didattica capovolta. La trovate sul sito flipnet.it nell’aera Materiali didattici.

OK, non vedete l’ora di cominciare, vero?

Non fatelo! O almeno, non prima di aver dato uno sguardo alle caratteristiche che deve avere un buon video didattico:

  • BREVITÀ, il video non dovrebbe durare più di 10 minuti perché l’attenzione dei vostri alunni dura assai meno e – se ci provate – anche la vostra!
  • COMPLETEZZA, il video deve riguardare un unico argomento trattandolo – se possibile – in maniera completa ed esaustiva.
  • ADATTABILITÀ, cercate di personalizzare al minimo il vostro video – niente allusioni a persone, fatti o luoghi circostanziati – perché possa essere riutilizzato anche da altri e magari da voi stessi con altre classi in futuro!
  • CHIAREZZA, ciò che dite e mostrate deve essere preciso, chiaro ed inequivocabile altrimenti non otterrete l’effetto desiderato – cioè evitare la spiegazione in classe – e sarete inevitabilmente bombardati di richieste di chiarimenti il giorno dopo!
  • SINTETICITÀ, la spiegazione dell’argomento nel video deve essere fatta in modo riassuntivo. Dettagli e approfondimenti saranno i ragazzi stessi a chiederveli il giorno dopo a scuola se il video li ha interessati, dimostrandovi così di averlo guardato!

Per quanto riguarda i vantaggi dell’uso dei video in sostituzione della classica spiegazione frontale saranno i vostri stessi alunni a farveli notare, proprio come hanno fatto i miei. Date un’occhiata qui ↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓

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Sono stati abbastanza convincenti?

Scommetto che mentre state leggendo questo articolo avete già lanciato il download di Screencast-O-Matic! Ho indovinato? Ora che la scuola è finita – almeno per la maggior parte di voi – è giunto il momento di mettersi a smanettare e fare le prove generali per il prossimo anno scolastico. Allora potrebbero tornarvi utili alcuni consigli pratici frutto della mia esperienza e dei miei ripetuti errori che – mi auguro – vi faranno risparmiare tempo e fatica:

  • SICCOME NON SIETE DEGLI ATTORI PROFESSIONISTI, per agevolare la “recitazione” dividete il testo che avete preparato in paragrafi ed evidenziate al loro interno le parole chiave
  • PER LO STESSO MOTIVO DI CUI SOPRA, fate corrispondere ad ogni paragrafo una slide e sincronizzate l’ingresso di oggetti e parole chiave con ciò che state dicendo
  • REPETITA IUVANT E LO SANNO TUTTI, ragion per cui sarà utile riproporre i concetti chiave più volte all’interno dello stesso video
  • PER GRATIFICARE ED INCURIOSIRE GLI ALUNNI, create collegamenti con l’argomento precedente e fornite anticipazioni di quello successivo
  • PER EVITARE IL MAL DI MARE, andateci piano con animazioni e transizioni azzardate e limitate l’effetto WOW!
  • LAST BUT NOT LEAST, lavorate in un posto silenzioso e tranquillo, disconnettetevi dal mondo e rimanete concentrati!

Bene, ora che avete tutti gli ingredienti e conoscete la (mia) ricetta non vi rimane che cominciare a “pasticciare”. Solo provando e riprovando raggiungerete il giusto equilibrio. Io lo sto ancora cercando ed è per questo che quest’estate non smetterò di esercitarmi e di documentarmi. Non appena scopro qualcosa di interessante vi avviso, prometto!

Rimaniamo in contatto 🙂 e buone vacanze capovolte a tutti!!!

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9 thoughts on “Forte il video della prof!

  1. Mitica Chiara! Nonostante io abbia già sperimentato la creazione di una video-lezione, quanti utili consigli mi fornisce questo tuo articolo!! Ma perché non lo hai scritto prima?? Si..si, so che hai già risposto, ho letto tutto l’articolo con interesse ed entusiasmo, ripercorrendo con te nella mente tutte le tappe che portano alla produzione di un video didattico. Tappe faticose, verissimo, ma a tratti divertenti, sfidanti, soddisfacenti e anche emozionanti.
    Grazie ancora, Chiara, e non solo per l’articolo, ma anche per la tua incessante voglia di condividere il tuo sapere, le tue esperienze e la tua voglia di fare.

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  2. Sto muovendo i primi passi…ma spesso mi scoraggio perchè non ho alleati, se non la preside, che non è poco. Grazie per i consigli e il materiale che condividi..lo utilizzo tantissimo.Prima o poi mi capovolgerò anche io del tutto,ora solo qualcosa, ma mi piace da morire. Come fare a contagiare i colleghi?? Annalisa Nunzi, Sc Media Carducci Foligno,Pg

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    • Carissima Annalisa, hai tutto il mio sostegno e la mia solidarietà per la situazione che stai vivendo. Capisco benissimo cosa significa non essere sostenuti da chi lavora al nostro fianco. Ma hai già la grande fortuna di avere dalla tua parte la dirigente e tu stessa affermi che questo è fondamentale!! Se ti può consolare ti assicuro che la classe capovolta è contagiosa e piano piano, in sordina, qualcun altro dei tuoi colleghi ti seguirà! Garantito! Tu prosegui per la tua strada con fermezza e decisione e non farti mai scoraggiare… vedrai che il contagio esploderà prima che te ne renda conto! In bocca al lupo 🙂

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