Problemi col presente? Capovolgi il futuro!

Problemi col presente… chi non ne ha? La categoria più in crisi ultimamente sembra essere quella degli insegnanti e, più in generale, tutti coloro che lavorano a stretto contatto con le nuove generazioni, educatori, formatori, e mettiamoci anche i genitori!

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Sempre più irrequieti in classe, poco motivati ad apprendere, attratti dalle nuove tecnologie tanto da perdere spesso il contatto con la realtà, tutt’uno ormai con i loro dispositivi digitali, smartphone, tablet e altre simili diavolerie che fanno andare fuori di testa i poveri docenti impegnati ogni giorno a “guadagnarsi” la loro attenzione in una lotta impari con il social del momento, o a “difendere” il ruolo di principali dispensatori del sapere (molti ancora si credono tali)… ruolo ormai incrinato, o forse già demolito, da un insegnante inarrivabile, il professor Google.

Ecco il ritratto dei nostri alunni!

Perlomeno è così che li vediamo noi adulti, con gli occhi di chi è cresciuto in un’epoca molto diversa e ha frequentato una scuola di impostazione tradizionale. La ricordate? File ordinate di banchi disposti a coppie di fronte alla cattedra, punto nevralgico dell’aula, “trono” del docente, luogo di tortura dei poveri studenti chiamati al supplizio dell’interrogazione. La lavagna d’ardesia appesa al muro che quelli che stavano seduti in fondo facevano fatica a vedere e quando il prof spiegava i teoremi tracciando disegni imprecisi a mano libera sgranavano gli occhi per cogliere i dettagli prima che venissero cancellati. Gessetti bianchi, cartine geografiche datate. Note disciplinari e punizioni per i più discoli. L’ansia del voto prima di un compito in classe su fogli di protocollo ingialliti, la noia quando il prof entrando in classe annunciava “Oggi spiego!”, il sollievo quando il dito che scorreva il registro passava oltre il nostro nome e, fregandoci le mani, già pensavamo se giocare a tris o a battaglia navale col compagno di banco mentre i due sfortunati di turno ripetevano a memoria la lezione del giorno alla cattedra di fronte all’insegnante tra la noncuranza generale del resto della classe.

Ecco, questa era la scuola del passato!

Sì, proprio la scuola in cui siamo cresciuti. L’avete riconosciuta, vero? Bene, per chi non entra in un’aula scolastica da tanto tempo, sto per dare una notizia sconvolgente: questa è ancora, in molti casi, e nonostante l’ultima incalzante ondata di riforme, la scuola del presente! Due differenze: qualche vecchia lavagna d’ardesia è stata sostituita dalla LIM e al posto della battaglia navale si chatta su Whatsapp!

La sfasatura tra il mondo che ci circonda e l’impostazione pedagogica che proponiamo oggi è evidente!

Stiamo vivendo, scolasticamente parlando, un PRESENTE IMPERFETTO, e ce ne accorgiamo dall’insoddisfazione generale di famiglie e studenti, ma soprattutto di tantissimi docenti, non più in grado di gestire classi numerose e scalmanate, ragazzi esuberanti ed esigenti, tutti con qualche difficoltà, ciascuno col suo Bisogno Educativo Speciale.

Ma per fortuna tanti di questi insegnanti insoddisfatti non stanno lì a piangersi addosso. Molti si sono rimboccati le maniche e hanno cominciato a sperimentare metodologie di insegnamento più accattivanti per CAPOVOLGERE IL FUTURO della scuola, quello dei nostri ragazzi.

Dodici tra questi innovatori hanno raccontato la loro esperienza al 1° Convegno FLIP-ME “Presente imperfetto, futuro capovolto”, tenutosi il 7 ottobre a Roma, all’Auditorium del Massimo, davanti a una platea di oltre 450 docenti da tutta Italia.

La formula del Convegno è stata anch’essa innovativa. Le dodici relazioni in plenaria sono state seguite da altrettanti workshop tenuti dai relatori stessi che al termine del proprio intervento si spostavano in una sala più piccola con un gruppo di cento docenti desiderosi di approfondire. Una formula molto dinamica, personalizzata, che ha assecondato le preferenze di ciascuno e reso più movimentata la giornata di formazione.

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Cosa accomuna questi docenti innovatori?

Sfruttando le potenzialità di Internet, ma non solo, si sono documentati e sono andati alla ricerca di buone pratiche da replicare nelle proprie aule, si sono messi in rete grazie ai social per scambiarsi le esperienze e per lavorare sinergicamente, hanno aperto le porte “virtuali” delle aule alle famiglie e al mondo, hanno trovato il modo di sfruttare i dispositivi mobili dei propri studenti per promuovere un apprendimento significativo anche grazie alle numerose App per la didattica, hanno utilizzato i social per far apprendere le lingue, hanno fatto “innamorare” i propri alunni della chimica, dell’arte… della scuola, una scuola più attiva, più inclusiva e – perché no? – più divertente. Una scuola con metodologie di insegnamento che promuovono la centralità degli studenti, come la flipped classroom, il cooperative learning, il project based learning.

La flipped classroom, in particolare, riscuote molto successo negli ultimi tempi e si sta diffondendo in sempre più scuole italiane (in altri paesi del mondo è già affermata da anni) perché concilia l’uso delle tecnologie con le pratiche didattiche collaborative e cooperative basate sull’acquisizione di competenze e non semplicemente sulla trasmissione e memorizzazione di nozioni.

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Non stupisce dunque che proprio l’Associazione FLIPNET sia stata promotrice e organizzatrice del Convegno. Il suo presidente e fondatore, Maurizio Maglioni, insieme ad un “manipolo di docenti entusiasti e capovolti”, come sono stati definiti da una prof sul gruppo Facebook “La classe capovolta”, si sono dati da fare per portare a Roma alcuni tra i più rappresentativi insegnanti di questa rivoluzione dal basso che sta cambiando la scuola italiana. Grazia Paladino, docente nella scuola secondaria di primo grado, formatrice e vice presidente dell’Associazione, Stefania Bassi e Paola Mattioli insegnanti “digitali” di scuola primaria, Alessandro Bencivenni ed Emanuela Pulvirenti, insegnanti di scuola secondaria ed affermati blogger, Daniela Di Donato docente di lettere, formatrice e animatore digitale, Alfonso D’Ambrosio, docente di fisica ed esperto di robotica, Stefano Rossi, psicopedagogista e formatore, Lino Lepore, insegnante di filosofia ed esperto di comunicazione empatica, ed infine Sergio Vastarella, ricercatore esperto di nuove tecnologie didattiche che ha recentemente curato la traduzione del saggio di Bergmann e Sams “Flip your classroom – La didattica capovolta”.

É stata una giornata di grande fermento, un’iniezione di motivazione ed entusiasmo per quei 450 insegnanti che, nonostante le mille difficoltà di ogni giorno, anzi forse proprio grazie a quelle, proprio non vogliono rassegnarsi a vivere questo “presente imperfetto” e finito il Convengo, rientrando casa in auto, in treno, in pulman o in aereo, già progettavano il “futuro capovolto” dei propri studenti.

Per molti venuti da lontano come me, il viaggio di ritorno è stato lungo… prepariamoci a grandi cambiamenti 😉

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Questo articolo è stato pubblicato in Convegni, Cronache, Eventi e contrassegnato come , , , , da Chiara Spalatro . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Chiara Spalatro

Insegnante di lettere nella scuola secondaria di 1° grado "Alighieri-Spalatro" di Vieste (FG) e appassionata di tecnologie, è da sempre alla ricerca di metodologie didattiche innovative e coinvolgenti per appassionare i propri alunni. Dal 2011 ha cominciato ad utilizzare le ICT per “vivacizzare" il proprio modo di fare scuola. Da allora è diventata anche formatrice e oggi è Animatrice Digitale del suo istituto. Fan della flipped classroom, ha iniziato un percorso sperimentale nell’anno scolastico 2015-2016 in una seconda media. Le sue lezioni si trovano su laclasseattiva.altervista.org

One thought on “Problemi col presente? Capovolgi il futuro!

  1. Ben detto Chiara, vivendo, tra i banchi di scuola, realtà sempre più complesse, non possiamo non correre ai ripari e cercare di capovolgere il futuro dei nostri alunni. Questo convegno è stato un’iniezione positiva che ci ha dato la carica giusta e le metodologie adatte per metterci a lavoro con maggiore consapevolezza e voglia di fare. E’ vero forse non riusciremo subito a vedere tutti i risultati, ma stiamo seminando e questo è un grande segno di cambiamento e di innovazione. Un grazie speciale ai docenti capovolti che hanno con entusiasmo organizzato questo convegno. Complimenti a tutti!

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