E’ meglio lavorare in gruppo o autonomamente?

L’autrice dell’articolo questa volta non sono io, ma una mia alunna di 13 anni, Viviana Ruo. Stiamo studiando il testo argomentativo e nell’ultimo compito in classe ho proposto alcune tracce su argomenti vicini all’esperienza dei ragazzi. Il testo di Viviana è molto ben scritto e risulta convincente, come un buon testo argomentativo deve essere, e per questo ho deciso di pubblicarlo.

Inoltre tratta un argomento che ha a che fare con la didattica, ma dal punto di vista di un alunno, per questo motivo merita uno spazio su questo blog. Credo che Viviana sia stata davvero molto brava! Giudicate voi…

Quando un alunno entra in classe è pronto ad affrontare – non sempre con entusiasmo – una classica lezione, svolgere gli esercizi singolarmente, imparare tradizionalmente.

Ma se questo non accadesse?

Per esperienza personale, io e i miei compagni siamo felici quando c’è da svolgere un lavoro di gruppo ed estremamente curiosi di sapere ciò che la prof ci riserverà. Può essere un gioco, una gara, o dei semplici esercizi svolti insieme. Non è scritto da nessuna parte che così non si impari nulla, anzi, oltre ad aumentare conoscenze e competenze si capisce cos’è la solidarietà, l’aiuto, la collaborazione.

Quindi la domanda che pongo è…

É meglio lavorare in gruppo o autonomamente?

La mia risposta è certamente in gruppo, poiché ritengo che questo abbia più vantaggi rispetto al lavoro svolto in modo autonomo.

Tra i suoi aspetti più rilevanti vi è sicuramente la cooperazione, ovvero l’unione di più individui che lavorano insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune. Il lavoro di gruppo, grazie al confronto di più punti di vista, permette infatti di raggiungere traguardi che da soli sarebbe difficile realizzare. Si pensi, infatti, che lavorando da soli si può contare solo sulle proprie forze, mentre in gruppo ci sono altri che possono aiutarti. Nel gruppo, inoltre, ognuno può fare ciò che meglio gli riesce, per cui è più portato, mettendo in campo le proprie abilità e competenze che, all’interno del gruppo, vengono valorizzate.

Un altro punto focale è sicuramente la divisione dei compiti, tramite la quale gli appartenenti al gruppo si spartiscono il lavoro ottimizzando i tempi e non solo. Inoltre, questo metodo permette l’aiuto tra i membri del gruppo, in modo tale da arricchire ogni componente e favorire la socializzazione. Lavorando in gruppo si scoprono caratteristiche che non pensavamo il compagno potesse avere, caratteristiche che con la cooperazione e il lavoro di squadra vengono fuori.

Un altro aspetto importante è il successo scolastico, infatti numerose ricerche dimostrano che il lavoro di squadra migliora l’apprendimento in tutte le aree disciplinari, in ogni ordine e grado di scuola e con tutte le tipologie di studenti. In termini di risultati scolastici, esso si configura come la più importante innovazione didattica degli ultimi 30 anni.

Inoltre il lavoro di squadra contribuisce allo sviluppo di abilità per l’occupazione futura. Nel gruppo gli studenti imparano a lavorare in team, e si preparano a quello che potrebbe aspettarli nel mondo del lavoro. Lo sviluppo della tecnologia richiederà, infatti, un crescente impiego di team professionali interdipendenti.

Lavorare insieme permette anche il confronto tra gli individui e maggiori possibilità di riuscita. Oltre a ciò, anche la responsabilità è maggiore poiché l’errore di un membro potrebbe ricadere su tutto il gruppo.

Tuttavia c’è chi non condivide questa idea e pensa che lavorare in modo autonomo sia meglio. Uno dei motivi –  per esempio in ambito scolastico –  è che al gruppo corrisponderà poi un voto uguale per tutti. Ma così è anche nella vita: responsabilità e risultati, in un team di lavoro, sono condivisi e comuni. Questo, da alcuni, è considerato ingiusto soprattutto se un solo individuo – o alunno – ha lavorato o comunque ha svolto la maggior parte del lavoro. Ritengo ciò vero, ma bisogna anche comprendere che un lavoro di gruppo svolto correttamente implica la partecipazione di tutti, per ciò che possono. Bisogna includere tutti e assegnare i compiti. Ogni membro svolgerà il suo compito, per poi confrontarsi con gli altri. Bisogna sapere che alla base di un buon lavoro di gruppo c’è prima di tutto l’organizzazione. Se questa manca, si verificheranno casi come quello citato sopra. Una buona organizzazione porterà tutti a lavorare con maggior coscienza e a non poter sfuggire alle proprie responsabilità. 

Altri affermano che il lavoro di gruppo crea confusione: membri del gruppo che alzano la voce per affermare le proprie idee, persone che non si mettono d’accordo, troppo movimento. Basti sapere che ciò non succede se all’interno del gruppo si individua un coordinatore, che stimoli la partecipazione di tutti, e un moderatore, che controlli il tono di voce e limiti i rumori. Sono due figure indispensabili.

Insomma, credo fermamente che il lavoro di gruppo rappresenti il futuro del sistema scolastico e lavorativo.

Perché come afferma Ray Kroc, fondatore di Mc Donald’s,

“Nessuno di noi è tanto in gamba quanto noi tutti messi insieme.”

E tu, adesso, da che parte stai?

VIVIANA RUO

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Questo articolo è stato pubblicato in Didattica, Esperienze, In classe e contrassegnato come , da Chiara Spalatro . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Chiara Spalatro

Insegnante di lettere nella scuola secondaria di 1° grado "Alighieri-Spalatro" di Vieste (FG) e appassionata di tecnologie, è da sempre alla ricerca di metodologie didattiche innovative e coinvolgenti per appassionare i propri alunni. Dal 2011 ha cominciato ad utilizzare le ICT per “vivacizzare" il proprio modo di fare scuola. Da allora è diventata anche formatrice e oggi è Animatrice Digitale del suo istituto. Fan della flipped classroom, ha iniziato un percorso sperimentale nell’anno scolastico 2015-2016 in una seconda media. Le sue lezioni si trovano su laclasseattiva.altervista.org

3 thoughts on “E’ meglio lavorare in gruppo o autonomamente?

  1. Leggere, scrivere, conoscere…queste e tante altre passioni caratterizzano questa strepitosa studentessa, che ci sorprende ogni giorno con i suoi scritti! BRAVA😘😘😇😇👏👏👏👏

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  2. Sì, proprio brava Viviana!
    Tanto brava da offrirmi un ottimo testo da proporre ai miei alunni di classe quinta primaria per approfondire lo studio del testo argomentativo.
    Testo che la scorsa settimana hanno scritto, scegliendo fra cinque differenti titoli, lavorando proprio… in gruppo. 😉

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