Vi racconto una storia… ma digitale

Da che l’uomo è sulla Terra ha sempre raccontato storie in tanti modi diversi. La narrazione, infatti, è una tecnica molto antica e molto variegata.

All’uomo piace raccontare storie, ma soprattutto farsele raccontare! Nell’antichità ha prevalso per lungo tempo il racconto orale a cominciare dai cacciatori del Paleolitico riuniti intorno al fuoco fino alla civiltà greca con i capolavori dell’Iliade e l’Odissea!

Ma il racconto non è stato sempre e solo orale, anche le immagini hanno avuto il loro spazio e le pitture rupestri ne sono la testimonianza più antica. Poi si è passati alle storie scritte quando l’oralità ha ceduto il passo alla scrittura. Infine in tempi più recenti, che si possono datare negli ultimi due secoli, l’arte di raccontare è cambiata profondamente con l’introduzione di tecnologie più avanzate che hanno permesso di produrre storie multimediali, si pensi alla fotografia, al cinema, alla televisione e, più recentemente, agli strumenti digitali grazie ai quali chiunque può creare una storia avvincente e mostrarla su internet al mondo intero!

Perché le storie?

Narrare e ascoltare storie sono attività che ripetiamo di continuo a tutte le età. Lo facciamo persino quando dormiamo, perché in fondo anche i sogni sono storie!

Le storie non hanno veramente rivali tra le nostre attività! Sanno andare al cuore di chi le ascolta, generare sentimenti, emozioni, conoscenza, sapere. E proprio perché riescono a collegare la conoscenza con le emozioni le storie possono essere un metodo di insegnamento efficacissimo, perché non si basano su un semplice trasferimento di nozioni, ma associano alle informazioni trasmesse l’aspetto emotivo che le rende significative ed indelebili nella nostra memoria. Non è forse quello che vogliamo quando insegniamo?

Ma le storie non servono solo a rafforzare le conoscenze che cerchiamo di trasmettere ai nostri alunni. Esse esprimono il loro più alto potenziale quando sono gli alunni stessi a raccontarle, o meglio a inventarle e a costruirle. Inventare una storia, poi strutturarla e farle prendere vita, richiede competenze di comunicazione di un certo livello: bisogna identificare il destinatario, mettere a fuoco il messaggio, svilupparlo attraverso contenuti efficaci utilizzando gli strumenti più opportuni.

A proposito di strumenti oggi c’è davvero l’imbarazzo della scelta, le nuove tecnologie offrono infatti innumerevoli soluzioni per raccontare storie in maniera semplice, efficace e coinvolgente.

Lo storytelling digitale

Lo storytelling digitale è la moderna espressione dell’antica arte di raccontare storie, è l’adattamento della narrazione ai nuovi media. Oggi le storie si possono raccontare anche con un computer o un device digitale mobile, tablet o smartphone, grazie a molteplici programmi e applicazioni di cui questi strumenti dispongono. La storia così si arricchisce della possibilità di utilizzare diversi media – da qui multimediale – e anche diversi canali comunicativi. Ma non finisce qui, perché il digitale offre anche l’opportunità di far diventare la storia interattiva e collaborativa, nel senso che la storia si può scrivere a più mani, anche in maniera asincorna, e che il suo fruitore – dire lettore è riduttivo! – può godersela attraverso un percorso non rigido ma personalizzabile, compiendo delle scelte e dunque interagendo con essa.

Il più grande pregio dello storytelling digitale, però, è che esso dà vita ad uno scenario comunicativo vero. Il risultato del lavoro, infatti, può diventare – e di solito lo diventa – di pubblico dominio grazie al web. Scrivere, anzi creare una storia digitale, è un’operazione abbastanza articolata che tira in ballo tutta una serie di competenze traversali, le cosiddette abilità del terzo millennio, meglio conosciute come le competenze chiave per l’apprendimento permanente. Si tratta di un esercizio di comunicazione quasi professionale, che obbliga gli studenti a pensare non solo agli obiettivi e ai destinatari, ma soprattutto alla chiarezza e alla qualità della narrazione. Gli allievi, attraverso un’attività pratica, imparano i segreti della comunicazione multimediale, una comunicazione nuova che richiede di saper combinare armoniosamente immagini, video, audio, testi in un prodotto interattivo che sarà visibile a tutti sul web. Proprio la visibilità rende il digital storytelling un’attività di comunicazione vera e per questo estremamente coinvolgente e motivante per gli alunni, le storie infatti verranno pubblicate online e gli studenti dovranno creare un prodotto vero per un pubblico vero che guarderà, ascolterà, manipolerà, giudicherà, commenterà e ci si augura… apprezzerà.

Le storie… passo dopo passo

Per chi vuol cimentarsi nel digital storytelling a scuola (o altrove) ecco qui un decalogo di riferimento per essere sicuri di non aver trascurato nulla:

1. PARTIRE DA UN’IDEA

Tutte le storie cominciano con un’idea. L’idea può essere l’argomento di una lezione, la trama di un libro che si sta leggendo, la vita di un personaggio storico, la storia di una località geografica o di un monumento, ecc. L’importante è averla ben chiara dall’inizio!

2. CERCARE INFORMAZIONI

Una volta stabilito l’argomento, occorre raccogliere i dati per svilupparlo. Su questi dati verrà costruita la storia. Questo importante passaggio sviluppa competenze di ricerca e organizzazione. É opportuno infatti, dopo aver selezionato le informazioni, schematizzarle in una mappa.

3. SCRIVERE LA STORIA

Se le prime due fasi sono state ben svolte, passare alla stesura del testo sarà più semplice. Non rimarrà che mettere in ordine e sviluppare le idee in una vera e propria sceneggiatura.

4. IMPOSTARE LO STORYBOARD

Decidere l’ordine cronologico delle sequenze e disegnarle in un semplice bozzetto è il passaggio successivo. La sceneggiatura servirà da traccia per dare forma visuale alla storia che vogliamo raccontare.

5. RACCOGLIERE IMMAGINI, AUDIO, VIDEO

Questi sono gli elementi che rendono magica e viva una storia! Gli alunni potranno cercarli in rete o crearli da sé avendo lo storyboard come guida.

6. METTERE TUTTO INSIEME

É la fase più coinvolgente e creativa per gli alunni! Qui la storia prende forma e vita. I testi, le immagini, le musiche, gli effetti audio, i videoclip vengono assemblati. Può essere utile in questa fase fornire agli alunni una checklist per verificare di aver inserito tutto il necessario.

7. EFFETTUARE UNA REVISIONE

Al termine è buona norma effettuare una revisione. Magari lasciar passare qualche giorno dopo la conclusione così da poter “prendere le distanze” dal proprio lavoro e giudicarlo più oggettivamente.

8.CONDIVIDERE

La storia è pronta e non aspetta altro che essere condivisa sul web. Viene spontaneo pensare di condividerla sul sito della scuola, ma si possono usare anche altri canali meno istituzionali come i social network o i siti personali dei docenti, se ne esistono. In tutti i casi per i piccoli storyteller questo è il momento più emozionante!

9. RIPERCORRERE L’ESPERIENZA

Una riflessione finale sul lavoro svolto è sempre consigliabile in progetti di una certa complessità come il digital storytelling. “Cosa ho imparato? Cosa posso migliorare?”, per sviluppare lo spirito critico gli alunni dovrebbero porsi domande del genere e dare un feedback al proprio lavoro e a quello degli altri.

10. DOCUMENTARE

Sarebbe utile se i docenti coinvolti raccontassero come si è svolto il progetto, quali sono stati i passaggi, i punti di forza e di debolezza, le difficoltà riscontrate, le novità introdotte, la reazione degli alunni, i miglioramenti in termini di apprendimenti e sviluppo di competenze. L’abitudine di documentare e condividere le buone pratiche è ancora poco diffusa nella scuola italiana, ma indispensabile all’innovazione che avviene soprattutto attraverso l’imitazione e il contagio!

Strumenti per lo storytelling

Si può fare storytelling in tanti modi, basta avere una storia da raccontare, delle immagini o foto rappresentative e tanta fantasia!

Non serve uno strumento specifico per creare una storia digitale, basta un semplice programma per presentazioni, tipo PowerPoint o Presentazioni di Google, e il gioco è fatto! Nelle slide si possono inserire sfondi, immagini, fotografie, clipart, fumetti, didascalie, file audio, musica di sottofondo, video e tanto altro. I personaggi della storia, o qualsiasi altro oggetto si voglia inserire nella slide, possono “entrare in scena” grazie alle animazioni, e sempre grazie a queste si possono creare veri e propri effetti di movimento.

Se vogliamo trasformare la nostra presentazione in un video, possiamo usare uno dei tanti strumenti per screencasting, cioè registrazione dello schermo del nostro PC, tipo Screencast-o-matic.

In alternativa esistono sul web numerosi strumenti creati specificamente per realizzare storie animate digitali. Di solito propongono format preimpostati da riempire con sfondi e personaggi da scegliere in una galleria messa a disposizione dell’utente, ma molti lasciano anche un certo margine di libertà. Tutti conoscono Powtoon, ma molto interessanti sono anche Storyboard That, Storybird, MyStorybook, Make Beliefs Comix, e tanti altri ancora. Sono semplici da usare perché molto intuitivi. L’ampia scelta di personaggi e ambientazioni permette di creare storie di ogni tipo, ma potrebbe anche essere un limite alla creatività degli alunni. Tutto dipende dall’obiettivo didattico che si vuole raggiungere.

I vantaggi del digital storytelling

Fare storytelling digitale a scuola può portare benefici evidenti:

  • migliora la comprensione e la conoscenza dell’argomento trattato
  • aumenta la creatività degli studenti
  • allena il pensiero critico
  • migliora la capacità comunicativa
  • esercita la capacità collaborativa e organizzativa
  • potenzia la media literacy, ovvero la capacità di comunicare con diversi media
  • sviluppa competenze digitali
  • stimola lo spirito di iniziativa e la capacità di progettazione
  • aumenta il senso di responsabilità
  • determina un incremento generale della motivazione che di solito non si esaurisce al termine dell’attività

Vi è venuta voglia di cominciare? Ancora un po’ di pazienza! Prima di partire non potete non leggere Storytelling digitale a scuola di Nicoletta Di Blas, Maggioli Editore, 2016.

Buon divertimento a tutti col digital storytelling 😃

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Questo articolo è stato pubblicato in Compiti autentici, Comunicazione, Didattica, Strumenti e contrassegnato come , , , da Chiara Spalatro . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Chiara Spalatro

Insegnante di lettere nella scuola secondaria di 1° grado "Alighieri-Spalatro" di Vieste (FG) e appassionata di tecnologie, è da sempre alla ricerca di metodologie didattiche innovative e coinvolgenti per appassionare i propri alunni. Dal 2011 ha cominciato ad utilizzare le ICT per “vivacizzare" il proprio modo di fare scuola. Da allora è diventata anche formatrice e oggi è Animatrice Digitale del suo istituto. Fan della flipped classroom, ha iniziato un percorso sperimentale nell’anno scolastico 2015-2016 in una seconda media. Le sue lezioni si trovano su laclasseattiva.altervista.org

4 thoughts on “Vi racconto una storia… ma digitale

  1. Grazie Chiara, stavo proprio cercando informazioni per rispondere alla domanda delle colleghe su cosa vuol dire “Storytelling digitale” e direi che il tuo articolo chiaro ed esauriente può aiutarmi nel compito.

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  2. Grazie Chiara. Nei tuoi articoli si legge sempre la tua sete di scoperta, la tua voglia di fare meglio e di condividere quanto di nuovo apprendi. Farò tesoro dei tuoi consigli! A presto 🙂

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