“Fare Rete” conviene!

La primavera scorsa è stato organizzato nella scuola in cui insegno un corso di formazione blended, frequentato da oltre 120 docenti, sulla didattica col digitale “FareRete. Raccontare e raccontarsi sul web”.

“FareRete”, a mio avviso, è stato più che un corso di aggiornamento, un vero e proprio TUFFO in un modus operandi innovativo. Ma cosa dico? É più appropriato il termine ATTUALE, poiché si tratta di una didattica che ben si accomoda nell’odierno contesto sociale-culturale-scolastico dei nostri bambini e ragazzi!

Al primo incontro, l’animatrice digitale Chiara Spalatro, presentando il percorso che avremmo dovuto fare INSIEME, ha esordito dicendo:“Questo non sarà un corso come gli altri!”. Ed io per tutta risposta pensavo: ”Sì, dicono tutti così…”, reduce da corsi di “sopravvivenza a chi non chiude prima gli occhi” a cui ho dovuto assistere l’anno scorso per l’immissione in ruolo, e concludo qui!

Ritornando a “FareRete”, il secondo dopo l’affermazione della nostra animatrice, stavo per tirar fuori blocknotes e penna quando l’atmosfera si fa talmente adrenalinica e divertente che la carta lascia spazio all’utilizzo dello smartphone, per ricercare contenuti digitali, visionare tutorial e – dulcis in fundo – per rispondere a questionari accattivanti con un supporto audio-musicale da vero show televisivo!

Al termine della prima lezione, erano passate tre ore, ma mi sembravano 5 minuti. Finalmente ero soddisfatta  (non avevo sprecato il mio tempo!), piena di entusiasmo e voglia di CREARE, CONDIVIDERE e SOCIALIZZARE, questo perché avevo appena accolto con PASSIONE gli input donati.

Questo sentimento mi ha accompagnata per tutti i tre incontri frontali successivi e per tutte le giornate passate a “spattaccare” sul PC navigando il lungo e in largo, trattandosi di un corso blended.

Il primo compito assegnato al gruppo (questo è stato il gioco forza di “FareRete”, il GRUPPO) è stato quello di creare uno SPAZIO WEB utilizzando il Nuovo Google Sites e, se uno spazio digitale ha il vantaggio di creare memoria e archiviazione della didattica, perché non sfruttare questo compito per mettere in piedi una bella “vetrina” di quello che attualmente stiamo realizzando a scuola? Certo! A questo punto tra me e le mie colleghe non c’è stata alcuna esitazione nello scegliere i contenuti, ovvero rendere pubblico e visibile a tutti il nostro progetto extracurricolare “Più empatia   meno narcisismo”, anche perché il progetto nasce da un’idea presa spulciando su Internet ed ora non ci resta che restituire alla rete ciò che abbiamo preso, ma con un valore aggiunto dato dalle idee scaturite in itinere da noi e dalle esigenze dei nostri bimbi.

É chiaro: se sei online, sei anche soggetto a critiche e giudizi altrui ma potrai anche essere nuova linfa per chi ha voglia di cimentarsi nella via che hai intrapreso, direi che bisogna sempre vedere il bicchiere mezzo pieno. Questo è il mio MOTTO!!!!

Lo spazio web “L’ora di empatia” è stato realizzato e l’autostima di noi insegnanti è arrivata a livelli estremi (ci vuole un rinforzo positivo anche per i docenti!).

Credetemi, pubblicare un progetto realizzato a scuola, cercando di pianificare al meglio l’esposizione dei contenuti e le immagini connesse per rendere chiari e semplici i vari concetti, ricercare le parole ad effetto e lo stile adattato al tema, mi ha dato la possibilità di valutare il mio operato con occhi diversi, di diventare esaminatrice di me stessa.

Raccontare e raccontarsi con gli strumenti digitali ci porta a ri-considerare il nostro operato in maniera obiettiva, cercando di individuare con criticità la direzione che stiamo prendendo, ci induce a confrontarci con i colleghi e soprattutto con gli alunni, ci supporta nell’evoluzione professionale e nell’accrescimento della CREATIVITÀ DIDATTICA, sempre più connessa con la realtà di ragazzi e bambini.

Creare è molto più appagante che “consumare” e per di più è divertente…eh sì, nella creazione del nostro spazio web ci abbiamo preso gusto!

Le foto, i video, le interviste sono uno strumento indispensabile per ricevere in maniera immediata feedback reali da parte dei protagonisti dell’apprendimento!

La seconda lezione ci ha condotti ad una piattaforma ad hoc “ Weschool”, ideata per facilitare la condivisione tra insegnanti e alunni, insomma una classe virtuale a tutti gli effetti. In tal caso mi son divertita a creare a mia volta altre classi e realizzare verifiche per i miei colleghi. Mi piace ora fare una piccola riflessione: noto con estremo piacere che attraverso il tutoring i bambini che presentano alcune fragilità riescono con più facilità ad apprendere, questo perché l’aiuto o l’ulteriore spiegazione gli vien fatta da chi utilizza il suo stesso linguaggio, un suo pari, e direi che con la digitalizzazione della didattica noi insegnanti non facciamo altro che adoperare il linguaggio dei nostri ragazzi e bambini, ovvero di prendere un posto tra i banchi in mezzo a loro, ora possiamo dire di avere la loro stessa altezza!

Durante la terza lezione siamo approdati sull’isola dello storytelling e delle varie applicazioni per poterlo realizzare. In quel momento credo di aver dato sfogo alla mia creatività, libera da preconcetti e pronta a modificare opinione, se se ne presenta una più giusta. La creatività è flessibile e capace di risolvere problemi, ne sono più che convinta.

Arrivati alla quarta lezione, siamo giunti alla fase “Oggi insegno io”, momento imperdibile dove si verificano le 3C di cui tanto si parla: CONDIVIDERECOMUNICARECOOPERAREOgni gruppo ha condiviso il proprio spazio web, frutto di una cooperazione tra colleghi, e lo ha eccellentemente comunicato a tutti gli altri.

É stato veramente interessante conoscere i colleghi attraverso l’esplorazione della loro didattica e il modo di approcciarsi con i ragazzi e bambini. Non vi nego che da alcuni di loro ho preso spunto e in alcune presentazioni ho sfiorato una forte commozione!

In conclusione vorrei ringraziare anche le due tutor, Ida Patrizia Grassi e Tiziana Leto, che con dolcezza e professionalità hanno incoraggiato ogni mio passo, rispondendo ad email e messaggi ad ogni ora!

Questo corso mi ha donato gioia di Fare Rete nella Rete, il piacere dell’apprendere, più fiducia in me stessa. La carta vincente per la buona riuscita del corso penso sia stata proprio quella di dare gli strumenti e lasciar libero il fruitore di scoprire man mano il gusto del “fare”. Questa è LA DIDATTICA!

Vi lascio con una canzone che secondo me calza a pennello, “Something just like this” The Chainsmokers, Coldplay.

“…. I want something just like this Doo- doo-doo-doo-doo-doo-doo-doo…”

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Informazioni su maestratiziana

Mi chiamo Tiziana Troia, insegno matematica, scienze e inglese ai bimbi della primaria della scuola Dellisanti di Vieste. Sono laureata in Economia del Turismo e abilitata all'insegnamento per la scuola dell'infanzia dove ho lavorato per più di 10 anni, anni meravigliosi, produttivi, pieni di stimoli, contesti favorevoli alla crescita professionale e non solo. Nel 2015 sono entrata in ruolo come insegnante della primaria. Sono molto curiosa e aperta al continuo confronto con i miei colleghi. Credo molto nella condivisione, collaborazione, comunicazione a partire dai nostri piccoli protagonisti, gli alunni! Sono alla ricerca di stimolanti metodologie e approcci sempre più adatti alla realtà odierna, sono attenta alla condivisione e allo scambio di vedute nelle varie piattaforme social... tutto per arricchirmi ed arricchire!

3 thoughts on ““Fare Rete” conviene!

  1. Hip hip hurraaaaa’! Cara maestra Tiziana, ripercorrere la nostra entusiasmante avventura attraverso le tue belle parole, è davvero un gran piacere! Abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato negli innumerevoli incontri del “TEAM DIGITALE…AT WORK”: fare assaporare il gusto del CREARE COOPERANDO e farlo in RETE ha dato frutti sorprendenti quasi inattesi!!! Forza DOCENTIATTENTI….AVANTI TUTTAAAAA!!!!😉😉😊😊

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