Via la cattedra! Ribaltare i paradigmi dell’apprendimento con la classe capovolta

La flipped classroom, giunta nel nostro paese qualche anno fa, ha ormai acquisito cittadinanza italiana. Da noi si chiama classe capovolta e sta cambiando, anzi ribaltando, il modo di insegnare e di apprendere di un numero sempre crescente di docenti e studenti italiani.

Tanti i punti a suo favore: il lavoro per competenze, la centralità degli alunni, il cooperative learning, l’autovalutazione, l’inclusione, l’uso consapevole del digitale. Ne abbiamo parlato a Rimini, al Convegno Erickson “Didattiche 2018” nel workshop “Via la cattedra!” organizzato, ovviamente, in modalità capovolta.

Dopo aver brevemente spiegato tramite un video il metodo ai partecipanti (non potendo condividerlo in anticipo come nelle reali classi capovolte), li abbiamo coinvolti in un’attività pratica e cooperativa. Lavorare in modalità laboratoriale con 165 persone in uno spazio nato per presentazioni frontali è stata una sfida!

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C’è formazione… e formazione

Ho sempre accarezzato il sogno di far giocare i miei alunni a “fare gli scrittori”, soprattutto per far loro sperimentare direttamente la virtù creativa della parola scritta. Ma come spesso accade al giovane (ora non più purtroppo!) insegnante, spesso mancano i ferri del mestiere o, meglio ancora, manca chi con dedizione e delicatezza professionale sappia come e quando dare i giusti consigli. I primi esperimenti di blog letterari risalgono all’ormai lontano anno scolastico 2011-2012, quando una mia alunna mi chiese se fosse possibile dare visibilità per mezzo di Blogger ad una raccolta di racconti ispirati alla saga britannica di Sherlock Holmes e del fido dottor Watson.

Ne sortì un’imbarazzante accozzaglia di parole e illogicità, talvolta buffe. Ma tant’è… In qualche modo bisogna pur cominciare!

Negli anni successivi mi è capitato, Continua a leggere

Parole che contano

Le parole contano, eccome! Contano soprattutto oggi che ne spendiamo tante più di ieri, sui social network, in internet, nel mondo virtuale frequentato da grandi e piccini.

Ma virtuale è reale! Non dimentichiamolo. Un comportamento ed un linguaggio corretto devono essere alla base delle nostre interazioni sociali sia nella vita reale che sul web.

Le parole non vanno scelte a caso perché ognuna di esse ha un peso e l’uso di un linguaggio scorretto può avere conseguenze, anche gravi, soprattutto quando queste vengono digitate su uno schermo o dettate in un messaggio vocale. Continua a leggere

“Fare Rete” conviene!

La primavera scorsa è stato organizzato nella scuola in cui insegno un corso di formazione blended, frequentato da oltre 120 docenti, sulla didattica col digitale “FareRete. Raccontare e raccontarsi sul web”.

“FareRete”, a mio avviso, è stato più che un corso di aggiornamento, un vero e proprio TUFFO in un modus operandi innovativo. Ma cosa dico? É più appropriato il termine ATTUALE, poiché si tratta di una didattica che ben si accomoda nell’odierno contesto sociale-culturale-scolastico dei nostri bambini e ragazzi! Continua a leggere

E’ meglio lavorare in gruppo o autonomamente?

L’autrice dell’articolo questa volta non sono io, ma una mia alunna di 13 anni, Viviana Ruo. Stiamo studiando il testo argomentativo e nell’ultimo compito in classe ho proposto alcune tracce su argomenti vicini all’esperienza dei ragazzi. Il testo di Viviana è molto ben scritto e risulta convincente, come un buon testo argomentativo deve essere, e per questo ho deciso di pubblicarlo.

Inoltre tratta un argomento che ha a che fare con la didattica, ma dal punto di vista di un alunno, per questo motivo merita uno spazio su questo blog. Credo che Viviana sia stata davvero molto brava! Giudicate voi… Continua a leggere

Immaginare, sperimentare, innovare

Tre parole chiave a partire dalle quali vi propongo la mia riflessione appena rientrata dal Convegno “Didattiche 2016” tenutosi a Rimini l’11 e il 12 novembre.

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Il gruppo dei partecipanti al Convegno con un ospite d’onore, il prof capovolto Maurizio Maglioni

Che la formazione sia un’occasione di messa in discussione e di crescita lo sappiamo da sempre, che sia un dovere professionale pure, un diritto anche (sebbene alcuni dirigenti pensino piuttosto ad una “concessione”!), un voler investire nelle persone per la possibilità di cambiare, di migliorare, di condividere idee e suggestioni, di lasciarsi andare alle sollecitazioni e avere voglia di provarci ancora…

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