“Fare Rete” conviene!

La primavera scorsa è stato organizzato nella scuola in cui insegno un corso di formazione blended, frequentato da oltre 120 docenti, sulla didattica col digitale “FareRete. Raccontare e raccontarsi sul web”.

“FareRete”, a mio avviso, è stato più che un corso di aggiornamento, un vero e proprio TUFFO in un modus operandi innovativo. Ma cosa dico? É più appropriato il termine ATTUALE, poiché si tratta di una didattica che ben si accomoda nell’odierno contesto sociale-culturale-scolastico dei nostri bambini e ragazzi! Continua a leggere

Capovolgere la classe in 10 mosse

Questo è un articolo capovolto, un NON articolo.

Vi aspettate che parli di come funziona una classe capovolta e soprattutto di cosa fa l’insegnante in una classe capovolta? Ebbene, non lo farò! Parlerò invece di cosa l’insegnante non fa più. Leggendo tra le righe, però, troverete le informazioni che cercate: ecco un vero compito sfidante!

Qualche mia referenza vi rassicurerà sul mio stato mentale, nel caso dopo quest’introduzione mi abbiate preso per matta.

Insegno italiano e storia in una scuola secondaria di primo grado, sono animatrice digitale e ho un’esperienza ventennale di insegnamento cominciata in un istituto professionale.

Capovolgo la classe da soli due anni. Non ho avuto titubanze: nel preciso istante in cui mi sono sentita pronta ho stravolto completamente il mio modo di insegnare – in verità già poco convenzionale – nella speranza di condizionare, in positivo, anche il modo di apprendere dei miei alunni.

La flipped classroom mi ha affascinato da subito perché, a prescindere dall’uso delle tecnologie, è un metodo attivo, basato sul protagonismo degli studenti e sulla loro responsabilizzazione.

Detto questo, ecco a voi…

LE 10 COSE CHE L’INSEGNANTE CAPOVOLTO NON FA PIÙ

Come è ormai noto a tutti, Continua a leggere

Flipped classroom: vogliamo parlarne?

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Leggi l’articolo di Chiara Spalatro su Girl Geek Life cliccando sul link.

Flipped classroom: vogliamo parlarne?

Summer School? Grazie sì. . . ma Capovolta!

Imparare divertendosi. Qualcuno sostiene sia impossibile… e invece no!

Posso affermarlo con certezza essendo appena rientrata dalla Summer School della Classe Capovolta organizzata per il secondo anno da Flipnet nella splendida cittadina di Levico Terme, in Trentino.54AE1FA6-8CFC-4280-BFA3-E3361BD106DE

Non avendo potuto partecipare alla prima edizione ed avendo seguito le interessanti iniziative (Corso base, Convegno, Seminari, Corso avanzato) proposte da Flipnet nel corso dell’anno, sono arrivata carica di entusiasmo e di aspettative a questo appuntamento. In modo particolare ero in cerca di suggerimenti per migliorare il mio “capovolgimento” avvenuto lo scorso anno scolastico (ecco le prove!) e – perché no? – anche di un po’ di relax e di buona compagnia… e indovinate? Continua a leggere

Forte il video della prof!

Faccio l’insegnante da quindici anni, ma l’anno scolastico appena conclusosi non è stato come gli altri: quest’anno mi sono capovolta! Ormai lo sanno tutti… “potere dei social”!

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Ho studiato a lungo questa nuova metodologia didattica, la flipped classroom. Forse troppo a lungo, prima di decidermi a metterla in pratica.

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La scuola che insegna… a scrivere per il web

Sono sempre più convinta che saper scrivere PER il web sia oggigiorno una delle competenze più importanti da possedere per un docente e da sviluppare negli alunni. Ma il web è un mare vasto e variegato, per molti versi ancora inesplorato, dove tutt’oggi molti navigano a vista mentre tanti altri non sono mai salpati.sailboats-170120_960_720

Questa considerazione è confermata dalle statistiche ed è valida – ahimè! – soprattutto nel nostro paese. Triste, ma oltremodo preoccupante, che ciò che ho appena detto valga in particolare per la scuola italiana. Continua a leggere

Mind mapping a scuola

La mia classe utilizza le mappe mentali nelle attività quotidiane a partire dalla classe prima della Scuola secondaria di primo grado.

Nei primi giorni di lezione ho provato ad esplorare in modo attivo le tecniche di lettura di un testo narrativo alla LIM attraverso la costruzione di una mappa mentale.

Ho chiesto agli alunni di illustrare il significato del termine mappa ma – ahimè – mi sono subito scontrata con la loro unica idea di mappa: quella geografica da visionare su Google Maps.

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Dopo aver fatto vedere loro le possibili chiavi di lettura del termine mappa, ho riportato su una nuova slide della LIM l’espressione “come io leggo”. Ciò mi ha consentito di Continua a leggere