“Fare Rete” conviene!

La primavera scorsa è stato organizzato nella scuola in cui insegno un corso di formazione blended, frequentato da oltre 120 docenti, sulla didattica col digitale “FareRete. Raccontare e raccontarsi sul web”.

“FareRete”, a mio avviso, è stato più che un corso di aggiornamento, un vero e proprio TUFFO in un modus operandi innovativo. Ma cosa dico? É più appropriato il termine ATTUALE, poiché si tratta di una didattica che ben si accomoda nell’odierno contesto sociale-culturale-scolastico dei nostri bambini e ragazzi! Continua a leggere

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Il web è nostro… ed è un bel posto!

Il 7 febbraio si è celebrato il Safer Internet Day, come ormai tradizione ultradecennale. In moltissime scuole italiane, ma anche d’Europa e del mondo, ci si è attivati per formare i ragazzini, e molto spesso anche i bimbi, ad un corretto uso della rete e dei social. Si è parlato un po’ ovunque di cyberbullismo, considerato oggi il fenomeno più preoccupante tra i mali del web. Ma si è parlato anche di sexting, di adescamento in rete, di violazione della privacy e di tutti i pericoli in cui si può incappare frequentando la rete in maniera poco consapevole.

poster-sid-buonoPrecisiamo che non si tratta di problemi solo infantili e adolescenziali, ma che riguardano anche molti adulti (metà della popolazione mondiale è connessa ad internet!), assolutamente poco esperti delle dinamiche della rete e dei social e che – metaforicamente parlando – navigano a vista affidandosi al buon senso e alla buona stella. Fatti loro, si dirà! Ma fino a un certo punto, perché quando questi maldestri navigatori sono anche genitori allora il problema si accresce. Partiamo dunque dall’assunto che la formazione ad un corretto uso della rete fatta ai più piccoli va benissimo ma, se vogliamo che sia efficace, deve essere assolutamente complementare a quella degli adulti: genitori, insegnanti, educatori. Continua a leggere

Immaginare, sperimentare, innovare

Tre parole chiave a partire dalle quali vi propongo la mia riflessione appena rientrata dal Convegno “Didattiche 2016” tenutosi a Rimini l’11 e il 12 novembre.

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Il gruppo dei partecipanti al Convegno con un ospite d’onore, il prof capovolto Maurizio Maglioni

Che la formazione sia un’occasione di messa in discussione e di crescita lo sappiamo da sempre, che sia un dovere professionale pure, un diritto anche (sebbene alcuni dirigenti pensino piuttosto ad una “concessione”!), un voler investire nelle persone per la possibilità di cambiare, di migliorare, di condividere idee e suggestioni, di lasciarsi andare alle sollecitazioni e avere voglia di provarci ancora…

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Ancora prima del tablet

Lo ammetto sono una docente ICT addicted.

Mi piace utilizzare le tecnologie nel mio lavoro e anche al di là del mio lavoro. Senza il mio computer portatile o il mio tablet mi sentirei senza strumenti. Ho un smartphone di ultima generazione che utilizzo per tutto: posta elettronica, messaggistica istantanea – anche se non mi sono ancora convertita a Telegram! – appunti vocali e scritti, raccolte varie di applicativi, foto-documentazione delle attività che realizzano i miei alunni in classe. Ancora prima di passare all’insegnamento utilizzavo, nel mio lavoro di allora, diverse risorse che poi ho riconvertito ed applicato nella pratica didattica.

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Per questo sono tra quelli che crede nell’uso consapevole della tecnologia in classe. Il docente per me deve essere Continua a leggere

Verso la scuola di domani

Qualche giorno fa sono stata invitata a prendere un caffè digitale a scuola, insieme ai miei colleghi. Non me lo sono fatto ripetere due volte e sono andata!

Abbiamo trascorso due ore piacevoli parlando di come l’uso del digitale a scuola possa portare vantaggi a noi insegnanti e aiutarci a rinnovare la nostra didattica. Prima di darci appuntamento al successivo incontro, l’animatore digitale ci ha chiesto di collaborare al blog docentiattenti.wordpress.com, sì proprio questo che state leggendo adesso! Ho accolto il suo invito con entusiasmo, non fosse altro perché, avendo una figlia tredicenne, avverto ancora di più il gap generazionale che mi divide da lei e dai miei alunni.

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Personalmente ritengo che la didattica tradizionale, e in particolare quella che si fonda sui contenuti, sia importante. Continua a leggere