Non si interroga. C’è il brainstorming!

Cos’è che rende attenti gli alunni ed efficace una qualsiasi attività svolta in classe? Certamente il coinvolgimento. Provate ad entrare in classe la prima ora del lunedì e a proporre una qualsiasi lezione di una qualsiasi disciplina. L’espressione dei vostri alunni tradirà quello che gli passa per la mente: non certo la voglia di cominciare un percorso didattico ad inizio settimana! Viceversa pensiamo ad un professore che entra lo stesso giorno alla stessa ora e comincia a commentare i risultati delle partite di serie A del giorno prima. Ecco che lo scenario cambia!

Improvvisamente si assisterà ad un risveglio spontaneo e tutti gli alunni, o per lo meno la maggior parte, saranno belli pimpanti e daranno il loro parere sulle varie azioni, sanzioni degli arbitri, classifiche. Continua a leggere

Annunci

Mica male il tuo video!

Sono un’insegnante capovolta e realizzo video didattici per i miei studenti di scuola media. Non tutti gli insegnanti capovolti lo fanno, e non tutti gli insegnanti che usano video per insegnare sono insegnanti capovolti. Ma a prescindere dalla metodologia usata in classe i video sono sicuramente uno strumento amato da molti, sia da coloro che insegnano che da coloro che apprendono. Questo è innegabile!

Ho cominciato a registrare video di storia e grammatica quasi per caso, anzi per divertimento, per mettermi alla prova. Quando ho realizzato per la prima volta uno screencast  Continua a leggere

“Fare Rete” conviene!

La primavera scorsa è stato organizzato nella scuola in cui insegno un corso di formazione blended, frequentato da oltre 120 docenti, sulla didattica col digitale “FareRete. Raccontare e raccontarsi sul web”.

“FareRete”, a mio avviso, è stato più che un corso di aggiornamento, un vero e proprio TUFFO in un modus operandi innovativo. Ma cosa dico? É più appropriato il termine ATTUALE, poiché si tratta di una didattica che ben si accomoda nell’odierno contesto sociale-culturale-scolastico dei nostri bambini e ragazzi! Continua a leggere

Il web è nostro… ed è un bel posto!

Il 7 febbraio si è celebrato il Safer Internet Day, come ormai tradizione ultradecennale. In moltissime scuole italiane, ma anche d’Europa e del mondo, ci si è attivati per formare i ragazzini, e molto spesso anche i bimbi, ad un corretto uso della rete e dei social. Si è parlato un po’ ovunque di cyberbullismo, considerato oggi il fenomeno più preoccupante tra i mali del web. Ma si è parlato anche di sexting, di adescamento in rete, di violazione della privacy e di tutti i pericoli in cui si può incappare frequentando la rete in maniera poco consapevole.

poster-sid-buonoPrecisiamo che non si tratta di problemi solo infantili e adolescenziali, ma che riguardano anche molti adulti (metà della popolazione mondiale è connessa ad internet!), assolutamente poco esperti delle dinamiche della rete e dei social e che – metaforicamente parlando – navigano a vista affidandosi al buon senso e alla buona stella. Fatti loro, si dirà! Ma fino a un certo punto, perché quando questi maldestri navigatori sono anche genitori allora il problema si accresce. Partiamo dunque dall’assunto che la formazione ad un corretto uso della rete fatta ai più piccoli va benissimo ma, se vogliamo che sia efficace, deve essere assolutamente complementare a quella degli adulti: genitori, insegnanti, educatori. Continua a leggere

Immaginare, sperimentare, innovare

Tre parole chiave a partire dalle quali vi propongo la mia riflessione appena rientrata dal Convegno “Didattiche 2016” tenutosi a Rimini l’11 e il 12 novembre.

convegno-2016

Il gruppo dei partecipanti al Convegno con un ospite d’onore, il prof capovolto Maurizio Maglioni

Che la formazione sia un’occasione di messa in discussione e di crescita lo sappiamo da sempre, che sia un dovere professionale pure, un diritto anche (sebbene alcuni dirigenti pensino piuttosto ad una “concessione”!), un voler investire nelle persone per la possibilità di cambiare, di migliorare, di condividere idee e suggestioni, di lasciarsi andare alle sollecitazioni e avere voglia di provarci ancora…

Continua a leggere

Ancora prima del tablet

Lo ammetto sono una docente ICT addicted.

Mi piace utilizzare le tecnologie nel mio lavoro e anche al di là del mio lavoro. Senza il mio computer portatile o il mio tablet mi sentirei senza strumenti. Ho un smartphone di ultima generazione che utilizzo per tutto: posta elettronica, messaggistica istantanea – anche se non mi sono ancora convertita a Telegram! – appunti vocali e scritti, raccolte varie di applicativi, foto-documentazione delle attività che realizzano i miei alunni in classe. Ancora prima di passare all’insegnamento utilizzavo, nel mio lavoro di allora, diverse risorse che poi ho riconvertito ed applicato nella pratica didattica.

attività 3a (1)

Per questo sono tra quelli che crede nell’uso consapevole della tecnologia in classe. Il docente per me deve essere Continua a leggere