L’ABC della classe capovolta

Esiste un modello di scuola che metta d’accordo alunni, insegnanti, genitori?

Se chiedete a uno studente dagli 8 ai 18 anni, ai suoi genitori e a uno degli 800mila insegnanti del nostro paese come dovrebbe essere la scuola ideale, vi risponderanno cose diverse. Ma non basta! Provate a chiedere ai ragazzi se sanno dare un senso a ciò che fanno a scuola e soprattutto se ci vanno volentieri. Vi risponderanno quasi tutti di NO.

L’insoddisfazione degli studenti si traduce, in molti casi, in frustrazione dei docenti che non sanno più cosa inventarsi per motivare e coinvolgere gli alunni. Nonostante tutte le attenzioni che dedichiamo oggi ai ragazzi, loro continuano a star male a scuola, lo dicono le statistiche. Se potessero scegliere qualcosa di diverso al mattino, anziché sedersi in un banco e ascoltare per ore gli insegnanti parlare, lo farebbero volentieri. La scuola – così com’é – li annoia, li deprime, li delude.

Tra gli insegnanti c’è chi ha deciso di ribaltare questa situazione per provare a cancellare l’insoddisfazione degli alunni, ma anche la propria, e far diventare la scuola un posto in cui abbia senso trascorrere molte ore al giorno. Sono gli insegnanti capovolti. Continua a leggere

Problemi col presente? Capovolgi il futuro!

Problemi col presente… chi non ne ha? La categoria più in crisi ultimamente sembra essere quella degli insegnanti e, più in generale, tutti coloro che lavorano a stretto contatto con le nuove generazioni, educatori, formatori, e mettiamoci anche i genitori!

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Sempre più irrequieti in classe, poco motivati ad apprendere, attratti dalle nuove tecnologie tanto da perdere spesso il contatto con la realtà, tutt’uno ormai con i loro dispositivi digitali, smartphone, tablet e altre simili diavolerie che fanno andare fuori di testa i poveri docenti impegnati ogni giorno a “guadagnarsi” la loro attenzione in una lotta impari con il social del momento, o a “difendere” il ruolo di principali dispensatori del sapere (molti ancora si credono tali)… ruolo ormai incrinato, o forse già demolito, da un insegnante inarrivabile, il professor Google. Continua a leggere